Test di predisposizione genetica allo sviluppo dei tumori
Sindrome di Li-Fraumeni: gene p53
Tumori mammari/ovarici: geni BRCA1/2
Tumori del colon retto: geni MSH1 - MLH2
Poliposi Familiare (FAP): gene APC
Tumori midollari della tiroide: gene RET
Melanoma ereditario: gene P16
Retinoblastoma (RB1)
Neurofibromatosi (NF1, NF2)
Tumori mammari/ovarici: geni BRCA1/2
Benchè i tumori ereditari rappresentino solo il 10% circa di tutti i
tumori ci sono buone ragioni per sostenere l'opprtunità di un intervento
sistematico in questo settore. Uno degli esempi più significativi è quello
del tumore alla mammella. In Italia le donne hanno in media 12 probabilità
su 100 di sviluppare la malattia nell'arco della vita ma il rischio sale
fino al 75-80 per cento in quelle che risultano portatrici di un'anomalia
a carico dei BRCA1 o del BRCA2, i due geni coinvolti nel tumore familiare
del seno. Ebbene, quando esistono strategie di prevenzione efficaci, l'esecuzione
di un test genetico - o "diagnosi genetica" - in grado di identificare
la predisposizione ereditaria si configura come il primo di una serie
di interventi che possono scongiurare o ridurre il rischio di ammalarsi.
Gli studi sui tumori ereditari sono stati negli ultimi anni di grandissimo
aiuto per capire i meccanismi patologici di base, quelli che regolano
la nascita e lo sviluppo di tutti i casi di cancro. Attraverso una ricostruzione
dettagliata della storia familiare spetta al genetista, caso per caso,
la valutazione del singolo e, quando appare opportuna, la proposta della
diagnosi genetica. Il punto più delicato rimane quello della spiegazione
chiara del significato del test. Il risultato dei test genetici eseguiti
sui tumori, chiarisce non è mai una diagnosi. Anche un test positivo,
cioè che rileva la presenza di una mutazione del DNA in grado di innescare
il cancro, comunica un rischio non una certezza. La formazione di qualsiasi
tumore infatti richiede da 3 a 7 mutazioni genetiche: il fatto di averne
ereditata una o due non autorizza a dire che la malattia è presente. Non
è facile d'altra parte gestire con razionalità un giudizio probabilistico:
anche il risultato del test, di conseguenza, va comunicato dal genetista
medico all'interno di un colloquio attento ed esauriente.
Tumori del colon retto: geni MSH1 - MLH2
Circa il 10% dei tumori colon-rettali sono causati da mutazioni genetiche ereditarie, il 90% delle quali avvengono a livello dei geni MSH2 e MLH1.
Nella popolazione generale, il rischio di sviluppare un tumore al colon nel corso della vita è attualmente stimato intorno al 6%. Per quei pazienti (sia uomini che donne) che sono portatori di mutazioni HNPCC, il rischio di sviluppare il tumore al colon è stimato intorno al 75-90%. Le neoplasie extracoloniche rappresentano un'importante complicazione di tale patologia, la più comune delle quali è rappresentata dal tumore all'endometrio, il cui rischio complessivo è stato valutato intorno al 30%, contro il 3% della popolazione generale. Il rischio di sviluppare un tumore ovarico è 3.5 volte più alto e può ricorrere 20 anni prima rispetto alla popolazione di riferimento.
Il test viene effettuato operando il sequenziamento diretto mediante sequenziatore automatico, dei geni MSH2 ed MLH1.
Tumori midollari della tiroide: gene RET
Il carcinoma midollare della tiroide (MTC) rappresenta circa il 10%
delle patologie tiroidee. L'80% delle forme di MCT sono di natura sporadica,
mentre il restante 20% comprende tre diversi tipi di sindromi cancerose
ereditarie:
Neoplasia Endocrina Multipla tipo 2A (MEN2A)
Neoplasia Endocrina Multipla tipo 2B (MEN2B)
Carcinoma Familiare Midollare della Tiroide (FMCT)
Il carcinoma midollare della tiroide è riscontrabile come una piccola
massa a livello del collo. La probabilità di guarigione in caso di malattia
in stato avanzato non è molto elevata, e dipende principalmente dall'invasività
del tumore. Fortunatamente, se diagnosticata in tempo, prima di dar luogo
a metastasi, questa patologia può essere curata mediante tiroidectomia.
Ciascuna delle tre sindromi cancerose ereditarie è causata dalla presenza
di una mutazione germinale a livello proto-oncogene RET.
Esami collegati:
Emocromo, Azotemia, Creatininemia,Alfafetoproteina , Albumina, Acidi Biliari, 17-beta-Estradiolo, Bitest, Candida, Cariotipo su sangue, Chlamydia, Cytomegalovirus, Estriolo, Ferritina, Gardnerella, Hb-fetale, Herpes Virus, Insulina, MTHFR, Lac, Proteina C e S, Rosolia, Sideremia, Test di Coombs, TPHA, Toxoplasmosi, Tritest, Gene P16 e L1
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